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1.05

le cave di calcare presentano un elevato interesse didattico: la sezione di svariate decine di metri sui fianchi dei rilievi ne evidenziano la struttura geologica, le faglie, le piegature e permettono di visualizzare la pressione che ha determinato la formazione dei rilievi appenninici.

1.07

la struttura calcarea e la fratturazione delle rocce calcaree facilita la penetrazione nella dorsale appenninica delle acqua superficiali in profondità.

1.25

l’antica abbazia di Copogna ci ricorda la diffusa presenza in Appennino dei vari rami della grande famiglia benedettina della quale si sente ancora l’influenza con il grande senso di attaccamento al proprio posto che hanno gli abitanti della montagna.

1.29

dalla soglia che delimita il piano di Montelago la sottostante valle del fiume Sefro con la sua rudezza evidenzia la giovane età geologica di questa morfologia appenninica caratterizzata da versanti della montagna molto ripidi.

1.30

il sottostante insediamento di Sorti con la sua struttura annucleata sparsa tipica dell’insediamento delle fare longobarde, ci ricorda come questo popolo si sia insediato stabilmente in Appennino integrandosi con la precedente popolazione umbro-romana

1.31

a Sorti c’è un allevamento dei bianchi bovini marchigiani, antica razza da lavoro ormai abbastanza rara. 

1.32

scendendo verso Sefro si osserva il fiume Scarsito che aumenta velocemente la portata delle acque limpidissime grazie all’apporto di varie sorgenti carsiche alimentate dall’acqua dei piani sovrastanti. La qualità, la temperatura e la costanza della portata del fiume hanno consentito a Sefro il sorgere e lo sviluppo di un impianto di troticoltura diventato fra i più importanti d’Europa.

1.33

il fiume Scarsito si getta nel Potenza a Pioraco. Dalla soglia in corrispondenza dell’antico ponte augusteo dà luogo lungo la forra dei Vurgacci ad un succedersi di belle e potenti cascate e rapide. Interessante la vegetazione della forra che presenta specie residue della originaria copertura forestale.

1.34

l’energia del fiume per alimentare le macchine della gualchiera ha consentito a Pioraco lo sviluppo della produzione industriale della carta fin dal XIV secolo. 

1.35

nel chiostro dell’antico convento francescano, che ricorda quello di San Damiano ad Assisi, oggi sede del comune di Pioraco si trova l’ingresso al Museo della Carta e della Filigrana. Il piccolo museo è di grande interesse didattico e dimostrativo. E’ presente anche una interessante collezione di fossili dell’Appennino.

1.36

il santuario della Madonna della Grotta lungo la strada che conduce a Fiuminata merita una visita per la particolarità della sua architettura.

1.37

la pianura alluvionale che si estende da Pioraco a Fiuminata deriva dal riempimento e dalla bonifica dell’antico lago che ancora era presente in epoca romana e dal quale prende il nome (Prolaquense) il diverticolo della via Flaminia che unisce Nocera Umbra all’Adriatico.

1.38

la pianura alluvionale è suddivisa in piccole proprietà nelle quali le varie coltivazioni sono di supporto alla economia familiare.

1.39

lungo il corso del fiume Potenza si incontrano tratti di interessante vegetazione ripariale.

1.40

la torre del castello di Salmaregia domina la valle e ricorda l’antica divisione feudale carolingia del territorio.

introduzione

di seguito troverete degli itinerari per immagini in Appennino. 
Il primo, in 40 note, vi farà percorrere la Valle del Topino, del Piano di Colfiorito,  l'altopiano di Montelago, la valle dello Scarsito e quella del Potenza. Le didascalie possono aiutarvi ad individuare meglio cosa vedere, cosa cercare e chi incontrare.
Per informazioni: info@essereinappennino.org